05 XY

XYQUARTET

  • Nicola Fazzini (alto sax)
  • Alessandro Fedrigo (acoustic bass guitar)
  • Saverio Tasca (vibraphone)
  • Luca Colussi (drums)

2° MIGLIOR GRUPPO
TRA I 10 MIGLIORI DISCHI al
TOP JAZZ 2014 – MUSICA JAZZ

“Tra le formazioni italiane più personali di questi anni”
(Stefano Merighi – Centro d’Arte Padova)

“Una volta entrati nel “gioco” di XY se ne rimane incantati. Ottimo.”
(Enrico Bettinello – Il Giornale della Musica)

XYquartet è un progetto nato nel 2011 a Nordest, tra Veneto e Friuli, dall’incontro di due identità artistiche complementari, quelle del sassofonista Nicola Fazzini e del bassista Alessandro Fedrigo che creano, con il vibrafonista Saverio Tasca e il batterista Luca Colussi, una musica scritta, originale e innovativa, provvista di profonda coerenza e omogeneità.

XYquartet attraversa diversi linguaggi musicali e artistici aggiornandoli alla contemporaneità, esplorando nuove strade compositive con un approccio curioso che si può definire ‘oltrejazzistico’.
La X di Fazzini e la Y di Fedrigo costituiscono due approcci musicali e due idee come due sono i loro strumenti, il sax alto e il basso acustico.

Il primo album “Idea F”, edito dall’etichetta trevigiana nusica.org, è stato premiato tra i migliori 100 album nei JAZZiT Awards 2012 e plurirecensito; in esso era forte l’utilizzo di tecniche della musica colta del Novecento declinate con un taglio peculiare.

A maggio 2014 è uscito invece il nuovo omonimo album “XY”realizzato grazie ad una campagna di crowdfunding sul web e che, come il precedente, abbraccia “la filosofia dell’open content”, ossia mette a disposizione online partiture, descrizioni dei brani e ascolti musicali per esprimere e documentare i processi artistici che stanno alla base di un lavoro in continua evoluzione.
Questo secondo disco (presentato in anteprima a Piazza Verdi – Radio 3), sviluppa la duplice progettualità musicale dei leader, autori di tutte le composizioni: da un lato i quattro brani di Fazzini (Spazio Angusto, H2O, Doppio Sogno, Tatami) creati a partire da un’elaborazione personale della teoria degli insiemi applicata alle dimensioni della melodia, dell’armonia e del ritmo; dall’altro le quattro composizioni di Fedrigo (Astronautilo, Cancellazioni, Jon Futuru e Futuritmi) che traduce le sue strutture intervallari in architetture narrative.

Quest’opera ha portato il quartetto a compiere un lungo tour nei migliori club italiani e in alcuni festival prestigiosi; il gruppo si è infine aggiudicato il 2° posto nel referendum 2014 indetto dalla rivista Musica Jazz mentre il disco si è classificato tra i primi 10 nella categoria album.

Dicono di “XYquartet”:

“Un lavoro molto complesso che ha veramente come obiettivo la ricerca di nuovi stilemi espressivi. Ottima cosa. Complimenti a tutti.”
(Mario Evangelista – musicologo)

“Mi sembra che sperimentazione e “struttura” siano ottimamente armonizzate: una delle cose migliori che, in assoluto, ultimamente mi sia capitato di ascoltare!”
(Vincenzo Giorgio – critico musicale)

“Ho apprezzato la coerenza stilistica, il rigore compositivo, la coesione del quartetto e, più in generale, la filosofia dell’intero progetto. Complimenti, gran bel disco.”
(Paolo Battifora – critico musicale del Secolo XIX)

“Una scelta artistica tra le più stimolanti per interpretare la contemporaneità: non solo jazz, ma anche….. complimenti!” (Alessandro Baroni – critico musicale)

“apprezzo molto il rigore e l’intransigenza della ricerca e delle composizioni . ho apprezzato in particolare brani ritmicamente più dinamici dove la sintesi con il feeling più profondo del jazz è maggiore. Comunque complimenti per non voler seguire le mode. Mi ricorda alcune cose di Karl Berger ma è solo un’impressione.” (Angelo Leonardi – critico musicale)

“validissima la proposta realizzata ed elevato il livello interpretativo e compositivo di tutti voi” (Gianmichele Taormina – critico musicale)

“Siete un buonissimo gruppo e vi auguro di continuare nella vostra ricerca fino a raggiungere una piena identità originale. Per il momento si sentono molto le varie influenze che ciascuno di voi ha coltivato, ma è il normale processo di crescita. Tra l’altro la possibilità che date ad ogni appassionato di ascoltare e scaricare la vostra musica vi mette su un piano completamente diverso rispetto agli altri. Inutile dire che chiunque minimamente dentro alla tecnologia può scaricare qualsiasi album di qualsiasi musicista, quindi la vostra iniziativa è ancor più “avanti” e generosa nei confronti degli appassionati.”

(Roberto Dell’Ava – appassionato e critico – Tracce di Jazz)

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