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Esce oggi, 18 Settembre 2026, Herbarium Sonorum

Esce per nusica.org, con il contributo di Nuovo IMAIE, Herbarium Sonorum, il nuovo disco del duo formato dal sassofonista Nicola Fazzini e dal contrabbassista Giovanni Maier: undici improvvisazioni libere, registrate in un’unica giornata in uno stavolo di montagna in Carnia, ciascuna intitolata a una pianta o un’erba.


43° produzione per nusica.org, associazione culturale che promuove e supporta artisti innovativi.

Il progetto non nasce da un’intenzione dichiarata di incidere un disco, ma da un’amicizia musicale costruita attraverso oltre vent’anni di incroci occasionali. Fazzini e Maier avevano già suonato insieme in quartetto diversi anni fa, per poi ritrovarsi colleghi al Conservatorio “G. Tartini” di Trieste, dove insegnano rispettivamente Composizione Jazz e Contrabbasso e Basso Elettrico Jazz. È nel 2025 che la loro frequentazione musicale assume una forma più continuativa, con la scelta di sperimentare il duo.

L’album è stato registrato venerdì 24 aprile 2026 presso lo stavolo di Nello Schneider a Curiedi, località di Fusea, in provincia di Udine. Tipica costruzione di montagna in pietra e legno, un tempo rifugio per i pastori e luogo di lavorazione del formaggio, lo stavolo è oggi uno spazio silenzioso, dall’acustica naturale, che ha restituito fisicità al suono del duo. Il lavoro si è sviluppato lontano dalle logiche di uno studio tradizionale, in un ambiente che diventa parte attiva della fisionomia dell’album.
Il richiamo al mondo vegetale si inserisce in una tradizione che attraversa la storia del jazz — da Scott Joplin a Duke Ellington, la natura ha spesso offerto un vocabolario simbolico alla musica —, ma in Herbarium Sonorum il riferimento botanico si allontana da ogni lettura puramente evocativa: la costruzione sonora del duo rimanda meno a un giardino ordinato che a una selva densa, imprevedibile e in continua trasformazione.

Anche i titoli delle undici tracce nascono da un’esigenza concreta più che da un disegno preventivo. In vista della registrazione, Fazzini e Maier hanno scelto di predisporre per ciascun brano un titolo, affidandosi a un lessico botanico capace di raccontare gusti, memorie e affetti privati: la vite, Vitis vinifera; il grano, Triticum turgidum dicoccum; fino alle suggestioni raccolte tra l’orto della madre di Fazzini e le erbe spontanee della Carnia, come la Cicerbita alpina.

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