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43 – Herbarium Sonorum

43 Herbarium Sonorum

Esce per nusica.org, con il contributo di Nuovo IMAIE, Herbarium Sonorum, il nuovo disco del duo formato dal sassofonista Nicola Fazzini e dal contrabbassista Giovanni Maier: undici improvvisazioni libere, registrate in un’unica giornata in uno stavolo di montagna in Carnia, ciascuna intitolata a una pianta o un’erba.

Il disco sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 18 settembre 2026, preceduto dal singolo Lavandula angustifolia in uscita il 6 luglio 2026.

 

Nicola Fazzini – sax alto
Giovanni Maier – contrabbasso

Herbarium Sonorum: Nicola Fazzini e Giovanni Maier in undici improvvisazioni libere tra sax alto e contrabbasso

Esce per nusica.org,  con il contributo di Nuovo IMAIE, Herbarium Sonorum, il nuovo disco del duo formato dal sassofonista Nicola Fazzini e dal contrabbassista Giovanni Maier. La 43ª pubblicazione del catalogo dell’etichetta sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 18 settembre 2026, anticipata dal singolo Lavandula angustifolia il 6 luglio 2026.

Undici improvvisazioni libere, registrate in un’unica giornata in uno stavolo di montagna in Carnia, compongono un lavoro che mette al centro il dialogo tra sax alto e contrabbasso, l’ascolto reciproco e la capacità del suono di generare forme sempre nuove. Ciascuna traccia porta il nome di una pianta o di un’erba: non un programma descrittivo, ma un lessico condiviso che accompagna e riflette il modo in cui la musica del duo si sviluppa e si trasforma.

Il progetto non nasce da un’intenzione dichiarata di incidere un disco, ma da un’amicizia musicale costruita attraverso oltre vent’anni di incroci occasionali. Fazzini e Maier avevano già suonato insieme in quartetto diversi anni fa, per poi ritrovarsi colleghi al Conservatorio “G. Tartini” di Trieste, dove insegnano rispettivamente Composizione Jazz e Contrabbasso e Basso Elettrico Jazz. È nel 2025 che la loro frequentazione musicale assume una forma più continuativa, con la scelta di sperimentare il duo.

Una prima sessione, registrata sul momento e pubblicata direttamente su Bandcamp prima che l’incontro prendesse la forma di un progetto discografico, restituisce già lo spirito della collaborazione: non una costruzione preordinata, ma il desiderio di documentare un’intesa nata spontaneamente e subito riconosciuta come fertile.

La scelta del duo e il titolo stesso del disco rispondono alla stessa idea di fondo. «Prediligo le formazioni piccole, anche minime: è lì che riesco a far emergere meglio il mio suono, in una dimensione più rarefatta e raccolta», racconta Giovanni Maier. «Sono anche appassionato di piante ed erbe e ho sempre trovato che fosse una metafora calzante per il tipo di musica che facciamo: una musica autogenerativa, in cui una piccola cellula di poche note può svilupparsi fino a diventare qualcosa di molto complesso, proprio come un seme che dà vita a una pianta. Il concept non è arrivato a tavolino: è nato dopo, quando la musica aveva già messo radici».

Il richiamo al mondo vegetale si inserisce in una tradizione che attraversa la storia del jazz — da Scott Joplin a Duke Ellington, la natura ha spesso offerto un vocabolario simbolico alla musica —, ma in Herbarium Sonorum il riferimento botanico si allontana da ogni lettura puramente evocativa: la costruzione sonora del duo rimanda meno a un giardino ordinato che a una selva densa, imprevedibile e in continua trasformazione.

Anche i titoli delle undici tracce nascono da un’esigenza concreta più che da un disegno preventivo. In vista della registrazione, Fazzini e Maier hanno scelto di predisporre per ciascun brano un titolo, affidandosi a un lessico botanico capace di raccontare gusti, memorie e affetti privati: la vite, Vitis vinifera; il grano, Triticum turgidum dicoccum; fino alle suggestioni raccolte tra l’orto della madre di Fazzini e le erbe spontanee della Carnia, come la Cicerbita alpina.

Solo in un secondo momento, riascoltando il materiale, i due musicisti hanno individuato corrispondenze più sottili tra alcune piante e i brani a loro associati, senza però forzare un sistema di equivalenze. Più un’eco suggestiva che una mappa rigorosa: la possibile analogia tra il carattere rampicante dell’edera e Hedera helix, per esempio, non diventa una chiave di lettura obbligata, ma resta una traccia aperta all’ascolto.

L’album è stato registrato venerdì 24 aprile 2026 presso lo stavolo di Nello Schneider a Curiedi, località di Fusea, in provincia di Udine. Tipica costruzione di montagna in pietra e legno, un tempo rifugio per i pastori e luogo di lavorazione del formaggio, lo stavolo è oggi uno spazio silenzioso, dall’acustica naturale, che ha restituito fisicità al suono del duo. Il lavoro si è sviluppato lontano dalle logiche di uno studio tradizionale, in un ambiente che diventa parte attiva della fisionomia dell’album.

Nessuna scrittura preventiva, nessun tema fissato a tavolino: i brani nascono nel momento, lasciando che a guidare il processo sia l’ascolto reciproco più che un piano prestabilito. «Per natura sarei un pianificatore, ma in questo disco ho scelto di lasciarmi andare, di seguire l’istinto più del ragionamento», ammette Nicola Fazzini. «Certe intese, in musica come nei rapporti umani, nascono per ragioni misteriose: in un certo senso ci si annusa e, a volte, funziona in un modo del tutto inaspettato».

Coerentemente con questo approccio, l’ordine dei brani sul disco coincide esattamente con la sequenza della registrazione. Ne deriva un percorso che alterna naturalmente atmosfere e densità differenti, come un concerto dal vivo senza pubblico, in cui ogni episodio prende forma anche in relazione a ciò che lo precede.

Il singolo d’anticipazione, Lavandula angustifolia, è stato individuato dal duo come il brano più rappresentativo dell’intero lavoro: una traccia capace di attraversare in pochi minuti registri e dinamiche diverse, restituendo in sintesi la varietà di colori dell’album.

Fazzini e Maier non concepiscono Herbarium Sonorum come un ascolto riservato agli addetti ai lavori. La sua chiave d’accesso non è una competenza specialistica, ma la curiosità e la disponibilità all’ascolto: la possibilità di seguire due musicisti che si incontrano nello spazio aperto dell’improvvisazione, senza rinunciare alla forma, alla melodia e alla ricerca timbrica.

Nicola Fazzini, Giovanni Maier
Herbarium Sonorum

Formazione
Nicola Fazzini – sax alto
Giovanni Maier – contrabbasso

Tracklist

Cicerbita alpina
Taraxacum officinale
Sambucus nigra
Camellia sinensis
Vitis vinifera
Triticum turgidum dicoccum
Lavandula angustifolia
Hedera helix
Hypericum perforatum
Passiflora caerulea
Populus alba

Tutte le composizioni di Nicola Fazzini e Giovanni Maier
Registrato venerdì 24 aprile 2026 presso lo stavolo di Nello Schneider, Curiedi, Fusea (Udine)
Registrazione e mix: Michele Pegan
Foto di copertina: Igor Tullio

Si ringrazia Nello Schneider per l’ospitalità.

Produzione
Pubblicato da nusica.org, 2026, con il contributo di Nuovo IMAIE

Per informazioni
www.nusica.org – info@nusica.org

Ufficio stampa e comunicazione
Giuseppe Bettiol – comunicati@giuseppebettiol.it – +39 349 1734262

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